Spirito
Libero.
L'Anima Ribelle
Margherita aveva un carattere non adatto ai banchi di scuola da bambina, infatti era impulsiva e poco domabile, alle elementari aveva la media del 7 in condotta. Era una tifosa di calcio e ogni domenica andava a vedere la sua amata Fiorentina. Anche per questo non era un asso a scuola.
In matematica e fisica aveva la sufficienza, in filosofia, invece, tutto il contrario. Per questo andrà a frequentare studi umanistici all’ università, ma già alla prima lezione si annoierà a morte e per questo andrà a frequentare la stessa facoltà scientifica della sua amica.
Considerava le stelle le sue amiche più care e le chiamava per nome.


Etica e Atletica
Margherita era una vegetariana convinta fin da piccola, anche grazie ai suoi genitori, che già lo erano. Amando gli animali scriverà un libro chiamato ”perché sono vegetariana?” dove spiega che uccidere gli animali non è solo una barbarie, ma anche un danno irreversibile per l’ambiente. Nel libro cita pure grandi vegetariani della storia, della letteratura e dell’arte, quali Plutarco, Einstein e Leonardo da Vinci. Nel libro dice che la cosa che non riesce proprio a sopportare è il fatto di far nascere gli animali per poi tenerli in gabbia e ucciderli. Non ha mai avuto problemi di salute, anche non mangiando carne.
Oltre a una grande scienziata fu una grande atleta, specialmente nel campo dell’atletica, principalmente nel salto in alto e anche nel salto in lungo. Arrivò a trionfare nei campionati universitari (i Littoriali) e a salire sul podio negli assoluti nazionali.
Non riuscì a partecipare alle Olimpiadi poiché annullate per la seconda guerra mondiale. Lasciò l’agonismo a soli 23 anni, subito dopo la fine della guerra, considerandosi troppo vecchia per ricominciare ai massimi livelli.
"La bicicletta è stata una compagna fedele per tutta la sua vita, trasformandosi da gioco in un modo per spiegare l’astrofisica e per sentirsi libera."
La Ciuca
La bicicletta è stata una compagna fedele per tutta la sua vita, trasformandosi da gioco in un modo per spiegare l’astrofisica (come nel suo libro “ciclismo tra le stelle”) e per sentirsi libera. Margherita chiamava la sua bicicletta “la ciuca” (termine toscano per dire asina).
Imparò con una bici da uomo di un amico di famiglia, il signor Galardi, che correva tenendola per il sellino per le strade di Firenze. Quando si trasferì a Trieste continuò ad andare in bici anche lungo le grandi salite e sfidando la bora.


Le Nove Vite
Ha ereditato la passione per gli animali da suo padre, infatti li amava e si considerava lei stessa una di loro. Il suo primo cane è stato un lupo cieco da un occhio e zoppo da una gamba che ha salvato da dei ragazzi che lo stavano tormentando. Il suo primo animale è stata una gattina che ha trovato per strada a 11 anni, chiamata “la Ciompa” perché Margherita al tempo stava studiando la rivolta dei ciompi a scuola.
Uno dei figli di questa gatta era un gatto soriano, che chiamò Cecino e che studiò con lei sulle sue gambe dalla seconda ginnasio fino al terzo anno di università. Margherita ci dice che nel ‘43 la gente moriva di fame e Cecino un giorno è scomparso, per questo lei pensa sia stato preso e ucciso.
Ha avuto vari cani, ma soprattutto gatti, infatti è arrivata ad averne fino a 20 contemporaneamente. Ha affermato di aver avuto più gatti che cani perché più indipendenti, e quindi più facili da gestire viaggiando molto. Scriverà anche dei libri sui suoi gatti: “i gatti della mia vita”, “nove vite come i gatti: i miei primi 90 anni laici e ribelli”, “il mio zoo sotto le stelle e la coscienza degli animali.”